13 maggio 1978 \ 13 maggio 2009
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Libere\i dallo stigma, contro ogni forma di contenzione e di istituzione totale, mai più manicomi!
Oggi 13 maggio 2009 le studentesse e gli studenti del laboratorio permanente di psicologia in occasione del 31nnale dalla chiusura dei manicomi hanno fatto delle istallazioni nella facoltà e nel quartiere di San Lorenzo a Roma.
Lo striscione principale di 20 metri, calato all'entrata della facoltà, recita: “dsm, 180, tso, spdc, stufi di non conoscere salute mentale e prevenzione. Mai più manicomi. 13 maggio 1978, 31 anni dopo la chiusura dei manicomi … la libertà è formazione!”
Sono state fatte delle installazioni:
Un manichino legato ad una sedia con la testa attaccata ad un elettroschock, posizionato prima sulla strada di Via dei Marsi bloccando per qualche minuto il traffico, e dopo all'entrata della facoltà, per denunciare le pratiche manicomiali tutt'oggi presenti in Italia, come in Europa;
Un altro legato ad un pannello dove sono stati scritti vari nomi di psicofarmaci, per denunciare la monodirezionalità della cura, e la speculazione delle case farmaceutiche sulla salute delle persone.
Morire da giovani in Italia a causa di uno psicofarmaco è possibile. "Francesco era un autistico, ma a detta di entrambi i genitori era un ragazzo fisicamente in ottima salute. Poi la terapia con lo psicofarmaco Risperidone, la febbre alta, la morte."
Vogliamo ricordare oggi ciò che è successo 31 anni fa con la legge Basaglia, vogliamo denunciare lo stato di controllo, di stigmatizzazione e di isolamento che continuiamo a vivere oggi, vogliamo dire a gran voce: mai più manicomi, la legge 180 non si tocca, dobbiamo solo andare avanti, ma nessun passo indietro!
Denunciamo inoltre la nostra scarsa formazione universitaria che non ci insegna nulla sulla legge o sul funzionamento dei servizi psichiatrici, che non ci inserisce affatto nel mondo lavorativo, che continua a propinarci la cura e la categorizzazione invece di parlarci di prevenzione.
In Italia vengono ancora praticati elettroschok, ancora le persone vengono legate a letto, ancora pensiamo che ci siano i malati e i normali.
Cogliamo inoltre l'occasione per denunciare la condizione che stanno vivendo gli utenti psichiatrici nei territori terremotati. Oltre alle case e agli edifici pubblici tra i primi a crollare sono state le strutture dei servizi psichiatrici. Ancora oggi non viene effettuato nessun intervento specifico per queste persone, che oltre a vivere i disagi comuni a tutta la popolazione, subiscono conseguenze di abbandono e di isolamento ancora più pesanti: un paio di settimane fa sono stati fatti in una sola notte 15 trattamenti sanitari obbligatori.
"La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia, invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla. Il manicomio ha qui la sua ragion d' essere".
Laboratorio permanente di psicologia della sapienza::: aula 6

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